sulle ali
della
Vittoria

Il viaggio lungo due anni nel restauro della Vittoria Alata di Brescia

La Vittoria Alata

La Vittoria alata di Brescia è una scultura in bronzo eseguita nel 250 a.C. circa da un maestro greco e poi rielaborata in età romana imperiale probabilmente dopo il 69 d.C., conservata nel Museo di Santa Giulia a Brescia. Scoperta nel 1826 assieme agli altri bronzi romani nei pressi del Capitolium, è oggi uno dei simboli della città di Brescia.

Il restauro

Nel corso della sua storia moderna la statua ha subito parziali interventi di pulitura e restauro.
Dapprima nel 1834, quando venne anche realizzata la struttura interna che ancora oggi ancora braccia e ali al busto.
Successivamente nel 1948, quando il bronzo venne portato all’Istituto Centrale del Restauro di Roma, dopo il lungo seppellimento durante la seconda guerra mondiale.
In occasione del trasferimento della Vittoria dal vecchio Museo Romano al Capitolium, è stato fatto un monitoraggio complessivo dello stato di conservazione nonché del funzionamento del supporto; quest’ultima fase ha messo in evidenza la perdita progressiva di funzionalità della struttura e la necessità di porvi mano.
E’ stato anche verificato uno stato diffuso di alterazione della superficie esterna con ampio margine di recupero della superficie originale su buona parte della statua.

Lo storytelling

Da circa due anni sto seguendo per conto di Fondazione Brescia Musei il percorso di restauro, dalle fasi di studio diagnostico, alla complessa fase di spostamento dal Museo di Santa Giulia all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove si stanno svolgendo il restauro e le ulteriori analisi contestuali di studio.

Il restauro della Vittoria ha non solo scopi di pulitura esterna ed interna – volta liberare la statua dal supporto ottocentesco – ma anche conoscitiva: grazie ai diversi esami chimici e radiologici si sta cercando di scoprire la vera origine della statua: quando è stata fusa? E’ stata fusa in una fucina del territorio? Era una Afrodite con le ali aggiunte in seguito, in onore di Augusto? O era una fusione integrale, basata su un modello di Afrodite, ma già pensata con le ali?

Lavorare sul simbolo della città dove sono nato, ha avuto ed ha tutt’ora un significato molto particolare.

La richiesta del lavoro di documentazione è stata la produzione di alcuni video-pillola per raccontare gli step di lavorazione, e un corto documentario sul percorso complessivo.

Emlio Isgrò e la Vittoria

Il viaggio della Vittoria

A surprising city

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